Curiosità
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Rivista "Confidenze"

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Rubrica 'Gli specialisti rispondono'

Da "Confidenze" marzo 2004
Gli specialisti rispondono
In occasione di un controllo il dentista ha detto che mio figlio Andrea di dieci anni ha bisogno di ortodontia. Che cosa significa?
L’ortodonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa della diagnosi, prevenzione e terapia delle anomali dello sviluppo delle ossa che sostengono le arcate dentarie e della posizione dei denti. I denti sporgenti o rientranti, accavallati o spaziati possono causare malocclusione, che (problemi estetici a parte) ostacolano la masticazione e la pulizia dei denti, favorendo carie e malattie delle gengive. Si tratta, quindi di una forma di prevenzione. Dopo aver studiato la situazione, l’ortodontista applica l’apparecchio più adatto a risolverla.

Da "Confidenze" marzo 2004
Gli specialisti rispondono
Una mia amica coetanea trentenne, che non incontravo da tempo e che ha sempre avuto molti complessi a causa della sua dentatura e del suo aspetto sgraziato, adesso sfoggia un sorriso perfetto e denti bianchissimi. E non si tratta di protesi, sono proprio i suoi denti naturali! Com’è possibile.
Marta (Pavia)
Nessun miracolo. Certamente la tua amica ha fatto ricorso ai servizi della moderna ortodontia che è in grado di risolvere senza particolari difficoltà anche le irregolarità di dentatura degli adulti. E i vantaggi non sono solo estetici: il buon allineamento dei denti facilita l’igiene orale e aiuta a prevenire la carie e malattie delle gengive, mentre una corretta masticazione contribuisce alla salute di tutto l’organismo. Quanto al colore, oggi esistono tecniche di sbiancamento molto efficaci e sicure, che però vanno eseguite nello studio dentistico e, sotto controllo medico.

Da "Confidenze" luglio 2003
Gli specialisti rispondono
Dopo un recente controllo, il dentista mi ha detto che potevo stare tranquilla per almeno 6 mesi. Eppure, dopo una settimana mi sono trovata una guancia gonfia per un’ascesso. Come può essere accaduto in così poco tempo? Valentina (Pavia)
L’ascesso è provocato da un’infezione. I batteri si possono sviluppare nei denti cariati o nelle gengive, dove si possono formare delle sacche diffidi da tenere pulite, in cui si raccolgono residui di cibo. Nel tuo caso si tratta di un dente curato molto tempo fa, nel quale si è verificata un’invasione microbica nelle parti interne. In fatti un problema gengivale non sarebbe sfuggito al controllo. L’ascesso si cura con antibiotici ed antinfiammatori, ma non sempre il dente colpito deve essere estratto: meglio verificare quando non ci sarà più il gonfiore.


Da "Confidenze" aprile 2003
Gli specialisti rispondono
Io e mio marito abbiamo denti sani e ben allineati. I nostri due figli, invece, hanno bisogno di cure ortodontiche lunghe e costose. Da cosa possono derivare i loro problemi? Patrizia G. (Alessandria)
Solo alcuni problemi legati al cattivo allineamento dei denti e allÕimperfetta occlusione dipendono dallÕereditarietˆ. Per esempio da scarso o eccessivo sviluppo della mandibola. Spesso, per˜, la mancanza dello spazio necessario per un buon allineamento dei denti definitivi  dovuto a gravi carie dei denti da latte e alla precoce estrazione. Molto frequenti sono le malocclusioni provocati da abitudini nocive come succhiare il pollice, o altre dita; oppure respirare dalla bocca, per abitudine o a causa di tonsille o adenoidi troppo voluminose. Per prevenire la carie o i difetti di allineamento, dunque,  bene fare visitare i bambini molto presto. Infatti, correggere precocemente questi difetti pu˜ evitare seri guai in futuro.

Da "Confidenze" marzo 2003
Gli specialisti rispondono
Mio figlio, 7 anni, già da uno porta un apparecchio ortodontico. A un suo compagno di scuola, è stato consigliato di aspettare ancora per cominciare a “raddrizzare” i denti come mai questa differenza?
Dipende molto, naturalmente, dal tipo di dimetto che si deve correggere e dalla sua gravità. Ci sono anomalie che sono già riscontrabili molto precocemente e altre che, invece, tendono a comparire e aggravarsi con il passare del tempo. Proprio queste richiedono un intervento il più possibile precoce. Verso i sette anni, comunque, è già possibile verificare con modo certo se l’allineatura dei denti è perfetta. Questi possono sporgere il avanti rispetto alle labbra o “ingranare” tra loro in modo irregolare. In queste situazioni c’è effettivamente la necessità di iniziare una cura ortodontica.

Da "Confidenze" settembre 2002
Gli specialisti rispondono
Ho 24 anni e, per risolvere un problema estetico alla mia dentatura, mi è stata consigliata una cura ortodontica con apparecchi fissi. Siccome nel lavoro ho a che fare con il pubblico, preferirei invece quelli mobili. C’è differenza tra i due tipi?
Maria S. (Benevento)
Apparecchi mobili e fissi si differenziano molto non solo per l’aspetto, ma soprattutto per il funzionamento. I primi infatti, consentono la correzione di un numero piuttosto ristretto di problemi con effetti limitati. Inoltre il loro volume causa spesso disagio e difficoltà di pronuncia. Gli apparecchi fissi invece, possono risolvere ogni tipo di problema ortodontico e, in genere, sono molto ben tollerati dai pazienti, anche se richiedono un’accurata igiene orale. Oltre a quelli in acciaio e dorati, molto visibili, esistono anche quelli semitrasparenti in porcellana, addirittura un tipo completamente invisibile, da “incollare” sulla superficie interna dei denti. Poiché lei lavora a contatto con il pubblico, quindi, può tranquillamente optare per uno di questi ultimi tipi.


Da "Confidenze" agosto 2002
Gli specialisti rispondono
A mia figlia, 12 anni, subito dopo le vacanze il dentista applicherà l’apparecchio fisso. Il medico ha parlato addirittura di 2 o 3 anni di cura. È vero che questi apparecchi favoriscono la carie?
Nella P. (Montecatini)
L’apparecchio fisso classico è formato da “bande” e “attacchi”che si fissano ai denti rispettivamente mediante appositi cementi e grazie a una resina adesiva. Se il professionista esegue correttamente le procedure previste, non c’è assolutamente nulla da temere, in quanto si tratta di metodi perfettamente noti,utilizzati ormai da moltissimo tempo e del tutto innocui. Il rischio, piuttosto, può venire dalla mancanza di collaborazione da parte del paziente nell’osservare una perfetta igiene dei denti e delle gengive, spazzolando sistematicamente in modo appropriato il contorno di bande e attacchi. In queste opere di prevenzione, diventa insostituibile il ruolo dei genitori: loro, infatti, devono controllare che, dopo ogni pasto, il bambino lavi i denti con cura.


Da "Confidenze" gennaio 2002
Gli specialisti rispondono

Risponde l’odontoiatra Dr Claudio Lanteri di Casale Monferrato
La carie nei denti da latte
Ho due bimbi di 4 e di 7 anni. Hanno un po’ di carie nei denti da latte, ma non hanno mai lamentato dolori. Devo farli curare?
Wilma, Genova
I denti da latte hanno una grande importanza per la salute generale dei bambini e non solo per la loro bocca.
Una dentatura da latte in cattive condizioni può causare gravi inconvenienti come disturbi della masticazione, infezioni e alito cattivo. Inoltre, non è detto che i denti siano destinati a cadere in breve tempo. Infatti la sostituzione, chiamata correttamente "permuta", inizia a 6 anni per concludersi intorno a 11-12 anni.
La cura delle carie, ora più efficace e indolore, permette di tenere i denti da latte fino all’età in cui cederanno il loro posto ai denti definitivi e contribuisce a prevenire diverse malocclusioni.

Da "Confidenze" marzo 2002
Gli specialisti rispondono

Risponde l’odontoiatra Dr Claudio Lanteri di Casale Monferrato
Se i denti sono troppi….
Mio figlio Marco, 12 anni, da piccolo aveva un sorriso perfetto. Purtroppo, da quando ha iniziato a cambiare i denti, la situazione è peggiorata. Adesso i denti sono accavallati e il loro aspetto è disordinato. E temo che sia tardi per rimediare…
Antonietta , Ancona
La situazione che lei descrive è comune perché alcuni difetti della dentatura si manifestano progressivamente, man mano che i denti da latte vengono sostituiti da quelli definitivi.
Quando lo spazio non è sufficiente, i denti non possono allinearsi correttamente e si dispongono in una situazione disordinata, chiamata affollamento. Nei casi in cui l’affollamento è molto accentuato, può essere necessario estrarre uno o più denti. In ogni caso, non deve preoccuparsi: la cura ortodontica senza dubbio può correggere il difetto.


Da "Confidenze" febbraio 2002
Gli specialisti rispondono

Risponde l’odontoiatra Dr Claudio Lanteri di Casale Monferrato
Denti scuri e molto grandi
Mia figlia, 6 anni, ha perso i primi dentini da latte. Sono preoccupata perché i nuovi denti mi sembrano più scuri e troppo grossi per la sua bocca. Che cosa posso fare?
Carmela, Siracusa
La situazione che lei descrive fa parte della normale evoluzione della dentatura. All’età di 6 anni inizia il fenomeno della permuta, cioè la sostituzione dei denti da latte con quelli definitivi, più ingombranti.
Al momento della comparsa, i denti sembrano grandi perché hanno già le dimensioni definitive, adatte alle dimensioni che il volto e la bocca raggiungeranno alla fine della crescita. La presenza contemporanea dei denti da latte, piccoli e bianchi, e di quelli permanenti, grandi e più scuri, fa risaltare la differenza.
Quando la dentatura sarà completa, i denti appariranno proporzionati e del colore appropriato.


Da "Confidenze" aprile 2002
Gli specialisti rispondono

Risponde l’odontoiatra Dr Claudio Lanteri di Casale Monferrato
A che età si possono raddrizzare i denti?
Quale è l’età migliore per una cura ortodontica? Ho sentito opinioni molto diverse in proposito. Può chiarire meglio l’argomento?
Giuliana T., Roma
Se i problemi riguardano la crescita ossea e sono molto marcati, possono essere facilmente diagnosticati anche all’età di 3-4 anni. Comunque, appena il bambino riesce a collaborare, si può eseguire un periodo di cura che tenda a migliorare la forma e la dimensione della parte ossea delle arcate e che può essere ripetuto se la crescita porta alla ricomparsa del difetto. Negli altri casi, una visita attorno ai 7-8 anni è il periodo migliore per individuare eventuali problemi, senza attendere che compromettano gravemente l’estetica o la masticazione. Comunque, in pratica, l’ortodonzia interviene ad ogni età e anche i pazienti adulti possono trarne notevoli vantaggi.


Da "Confidenze" del 17 luglio 2002

Mia figlia, 7 anni, dopo la nascita della sorellina ha ripreso a succhiarsi il pollice come ha fatto fino ai 5 anni. Ciò può provocare danni alla dentatura?
Rosalba N. (Perugia).
Non solo il succhiamento del dito, ma anche altre abitudini, che gli addetti ai lavori chiamano "viziate", possono causare danni ai denti. Ricordiamo, per esempio, il vizio di rosicchiare le unghie o le pellicine circostanti, l'abitudine di tenere la lingua tra i denti o succhiarla, la tendenza a deglutire appoggiando la lingua contro i denti anziché contro il palato, la respirazione a bocca aperta e altro ancora. Queste abitudini provocano spinte sui denti capaci di modificarne la posizione e di provocare malocclusioni. Tutto questo può risultare particolarmente nocivo nei bambini. Ha fatto bene a consultare una psicologa che aiuterà lei e la bambina a superare questo periodo, ma si rivolga anche a un ortodontista affinché valuti la correzione di eventuali difetti di dentatura della bimba.

I chewing gum fanno bene o male?

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I CHEWING GUM FANNO BENE O MALE?
Sempre più spesso si trovano in commercio chewinig gum "per denti più sani".

Sempre più spesso si trovano in commercio chewinig gum "per denti più sani". Ma come? ci     hanno sempre insegnato che le gomme fanno male ai denti. Dove sta la verità? La parola magica è xilitolo, un dolcificante naturale che non viene fermentato dai batteri e quindi non determina la formazione degli acidi che attaccano lo smalto dei denti. Negli ultimi trent'anni numerosi studi hanno mostrato che se viene assunto in maniera prolungata porta a grossi benefici per l'igiene orale tanto da ridurre la formazione della carie dal 30 all'80% a seconda dei diversi casi.

"Ci sono quattro buoni motivi per assumere xilitolo", ha spiegato il professore finlandese Kauko Mäkinen durante il suo intervento alla conferenza Il ruolo dello xilitolo nell'igiene orale, «riduce l'incidenza delle carie, la stabilizza nei soggetti con una dentatura compromessa, fa diminuire la produzione della placca e riduce la presenza di streptococchi mutans che attaccano lo smalto dei denti». «L'utilizzo dello xilitolo andrebbe promosso e favorito anche con leggi statali» ha affermato il nutrizionista Andrea Strata dell'università di Parma «penso ad esempio al suo utilizzo nelle bustine di zucchero o in altri alimenti di uso frequente. Anche se va detto che l'idea di utilizzarlo nel chewing gum è stata geniale».

La masticazione del chewing gum svolge un valido effetto detergente attraverso l'azione meccanica di rimozione dei residui di cibo, fa aumentare il flusso di saliva che riduce il ph della cavità orale e neutralizza gli acidi che si formano per la fermentazione microbica degli zuccheri. Se a queste azioni benefiche si aggiungono le proprietà dello xilitolo capiamo che masticare queste gomme può essere di grande aiuto per l'igiene orale. Però attenzione, non è sufficiente mangiare chewing gum per mantenere i denti sani, resta fondamentale lavarli dopo ogni pasto. «Però masticare gomme allo xilitolo ogni volta che non è possibile lavarsi i denti con lo spazzolino rappresenta un valido mezzo per prevenire la formazione di placca» conclude il professor Romano Grandini titolare della cattedra di odontoiatria conservatrice dell'università degli studi di Firenze.

 

Fonte: Sanihelp

Specialisti in Ortodonzia con Passaporto europeo

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Roma – Il riconoscimento europeo della professione dovrebbe essere cosa fatta. Per i circa 800 specialisti in ortodonzia italiani si tratta di un passaggio fondamentale, destinato a incidere profondamente sul futuro della professione.

Se a dicembre, infatti, il provvedimento non è stato inserito nella “Gazzetta Ufficiale” europea, assicurano da Bruxelles, è solo per problemi burocratici, legati al fatto che l’informativa è arrivata in ritardo per essere tradotta in tutte le lingue comunitarie. E all’appuntamento del prossimo giugno (la “Gazzetta Ufficiale” è aggiornata ogni semestre) la ratifica ufficiale non dovrebbe mancare.

Oltre a permettere agli specialisti in ortodonzia italiani di lavorare liberamente in Europa, il riconoscimento da parte di Bruxelles rappresenta una tappa importante per una professione che in Italia soffre di scarsa popolarità fra i cittadini e, di conseguenza, nelle strutture sanitarie.

L’ortodonzia, che si occupa dello sviluppo dell’apparato dentale dalla nascita alla maturità, è praticabile dagli odontoiatri o dai medici che possono legalmente esercitare l’odontoiatria. In entrambe le categorie c’è un gruppo di ortodontisti specialisti, che, cioè, dopo la laurea in medicina o in odontoiatria hanno seguio tre anni di scuola di specialità in una della 13 università italiane che l’hanno attivata (la prima è nata a Cagliari nel 1974).

“Una sentenza del Consiglio di Stato del maggio 2004 – afferma Maurizio Cozzani, presidente dell’Asio (l’associazione degli specialisti italiani in ortodonzia) – ha stabilito che gli odontoiatri assunti nelle strutture pubbliche debbono avere anche frequentato una delle due scuole di specialità loro aperte, quella in ortodonzia oppure quella in chirurgia orale. Finora questa specializzazione non era necessaria”.

Il problema, riflette Cozzani, “è che la professione è ancora poco conosciuta dai cittadini, che in rari casi sanno riconoscere uno specialista in ortodonzia”. Una situazione che si riflette anche nell’organizzazione delle strutture sanitarie se ancora oggi, come sottolineato dall’Associazione, quasi tutte le strutture pubbliche prendono in cura pazienti ortodontici, anche quando non ci sono specialisti.

Per superare questi scogli “il livello normativo rappresenta solo il vertice della piramide. Più importante – sottolinea Cozzani – è diffondere la conoscenza della nostra professione. In questo senso, certo ci aiuta la possibilità di ottenere, a livello europeo, un risalto autonomo”.

Gianni Trovati

 

Agli italiani "piace" il proprio dentista

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Curarsi dal dentista è troppo costoso?

Per oltre 8 italiani su 10 non è così. Secondo l'indagine curata dal Censis e presentata oggi a Roma, nel convegno dell'Associazione nazionale dentisti (Andi), l'85,2% degli italiani si dichiara soddisfatto della spesa sostenuta dal dentista.

Soddisfacente anche sotto molti altri aspetti il rapporto con il dentista: l'88% degli italiani ha il proprio dentista di

fiducia, che nel 94% dei casi lavora in una struttura privata e al quale si è arrivati soprattutto per la segnalazione da parte di parenti o amici (81,8%) e soltanto in minima parte per caso (7,8%) o su segnalazione del medico di fiducia (4,8%).

Dall'indagine del Censis emerge inoltre che il 97,2% si dichiara contento delle prestazioni del proprio dentista e che le maggiori soddisfazioni riguardano il rapporto con l'odontoiatra (97,6%) e la qualità della prestazione (97,4%).

Commentando i dati dell'indagine, il presidente dell'Andi, Paolo Amori, ha osservato che "è giunto il momento di rendere più percepibile una delle caratteristiche dell'odontoiatria italiana, vale a dire la sua qualità, e misurarla per renderla evidente".

Moltissimi pazienti (96,5%) apprezzano anche la isponibilità del loro dentista a discutere il trattamento e quasi altrettanti (95,9%) sono contenti delle informazioni ricevute. Anche i tempi di attesa sono considerati buoni dalla quasi totalità dei pazienti (95,3%).

Del proprio dentista, comunque, si apprezzano molto la capacità professionale (75,4%), l'esperienza (57,2%) e la capacità di rapporto umano con il paziente (51,7%), seguite a distanza dalla disponibilità e reperibilità (21,2%) e aggiornamento professionale (16,1%).

È anche vero, però, sempre secondo il Censis, che andare dal dentista desta molte meno preoccupazioni e paure di un tempo: oltre un italiano su due (58%) ha infatti i denti in buone condizioni (il 31,2% dichiara invece di avere una salute orale discreta e solo il 10,6% insoddisfacente), e il 50,2% è andato l'ultima volta dal dentista per una visita di controllo (il 36,8% per la pulizia dei denti, il 20,3% per un'otturazione e l'11,1% per una protesi).

Amalgama: nuove regole

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(comunicato A.N.D.I. - Associazione Nazionale Dentisti Italiani)

Un parere circostanziato del Consiglio Superiore di Sanità che da una parte ammette l'utilizzo dell'amalgama riconoscendone le qualità come materiale di otturazione dentaria, dall'altra prende in considerazione anche la pericolosità generica di questo materiale contenente mercurio è stato il motore di una presa di posizione ufficiale sull'argomento da parte del ministero competente.

Con il Decreto del 10 ottobre 2001 il ministero della Salute interviene sul problema emanando norme che impongono il divieto di utilizzazione, importazione e immissione in commercio, sul territorio italiano degli amalgami dentali non preparati sotto forma di capsule predosate e precauzioni e appronta le avvertenze di utilizzo a cui si dovranno attenere gli utilizzatori e che saranno contenute nelle istruzioni per l'uso degli amalgami dentali posti in commercio in Italia.

Le seguenti informazioni dovranno quindi essere riportate nelle istruzioni per l'uso degli amalgami posti in commercio in Italia:

a) stoccare le capsule di amalgama in un ambiente fresco e ventilato;

b) lavorare in locali ventilati con rivestimenti non tessili decontaminabili;

c) realizzare sempre sotto raffreddamento, aspirazione e isolamento del campo operatorio, la fresatura e la lucidatura dell'amalgama;

d) condensare l'amalgama con condensatori manuali e non utilizzare i condensatori ad ultrasuoni;

e) non posizionare l'amalgama dentale in vicinanza di altri restauri metallici, al fine di evitare rischi di corrosione;

f) evitare per prudenza la posa e la rimozione dell'amalgama in pazienti con allergia per l'amalgama, gravidanza, allattamento, bambini sotto i sei anni d'eta', pazienti con gravi nefropatie;

g) in caso di sopravvenute reazioni locali, in particolare di lesioni lichenoidi in vicinanza di un amalgama, o nei casi, sicuramente accertati, di allergia a tale materiale, e' indicata la rimozione dell'otturazione.

Lo Spazzolino, l’invenzione più utile dell’umanità

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Sui Denti
di Marco Belpoliti

Al Massachusetts Istitute of Technology hanno stilato una classifica dell’invenzione di cui gli americani non possono fare a meno. Si prevede il trionfo del cellulare o del computer, fondamentali nella comunicazione quotidiana o del lavoro, oppure all’automobile, senza la quale molte città americane non esisterebbero nemmeno (chi si sposta a piedi a Los Angeles è sospetto). In realtà la palma dell’invenzione indispensabile spetta all’umile spazzolino da denti. Un rappresentante dell’American Dental Association, ha commentato: “i denti li porti sempre con te; puoi cambiare automobile o computer, ma non i denti”. Cosa vera, per quanto, come usano dire i dentisti: la prima e la seconda serie di denti te la fornisce Dio, la terza la produciamo noi.

Da almeno settant’anni negli Stati Uniti si pone grande attenzione alla cura dei tenti “naturali”; martellanti campagne pubblicitarie sollecitano i bambini all’uso dello spazzolino almeno due volte al giorno. Da noi questa sollecitazione è affidata alle alle mamme e alla pubblicità di marche di dentifrici e di prodotti per l’igiene della bocca, il cui fatturato complessivo è di poco inferiore a quello dei profumi, che, peraltro, costano notoriamente di più. L’importanza dei denti sani e bianchi è la chiave di volta di questo tipo di pubblicità, dal momento che nel lavoro e nella vita sociale, e ora anche in politica, un sorriso a “tutti denti” è ritenuto a torto o a ragione, la chiave del successo del singolo individuo. Sorridere dà fiducia , e sorridere con i denti bianchi e smaglianti è ancora meglio.

La classifica del Mit è compilata ogni anno e viene realizzata interpellando migliaia di persone in America sul significato delle invenzioni. È curioso che così tante persone considerino lo spazzolino un’invenzione, a fronte di altre ben più complesse creazioni del genio umano come la lampadina, la radio, la televisione, o il motore a scoppio. In reltà, nonostante quello che si è portati a credere, le cose semplici – lo spazzolino lo è – colpiscono più che gli oggetti sofisticati. Merton Flemish, un inventore che detiene 29 importanti brevetti, e che cura la classifica annuale, si è dichiarato un estimatore della semplicità: è la chiave, afferma, di ogni invenzione. Chi sia però l’inventore dello spazzolino non ci è dato di sapere. Pare originario della Cina, come altri importanti inventori, si sa infatti di un imperatore che alla fine del Quattrocento ne faceva uso per la propria igiene orale.

Alcuni anni fa Bruno Munari aveva proposto ai giurati del “Compasso d’oro” – il concorso che ogni anno segnala i migliori progetti nella grafica e nel deisign – di premiare il creatore ignoto: l’inventore della forchetta, del coltello, del piatto, della tazza, di tutti quegli oggetti che usiamo ogni giorno e ignoriamo la paternità. Lo spazzolino è uno di questi. Oggi è diventato talmente indispensabile che nessuno si mette in viaggio senza. E se per caso lo dimentica a casa, ne trova uno in albergo, insiene al sapone, allo shampoo, all’ago e al filo per cucire, altri mirabili esempi di semplicità che ci hanno davvero cambiato la vita.

 

Tratto da “La Stampa” del 04/02/03

 


GLOSSARIO

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Glossario dei termini dentistici

Abitudini viziate 

Vizi di natura funzionale (A/ congenite es. deglutizione atipica infantile
B/ acquisite es. succhiamento del dito, della lingua, respirazione orale)

Abrasione dentale

Usura dello smalto e successivamente della dentina dovuta a contatto incongruo degli elementi dentali (dente - dente / dente - protesi).

Adams (gancio di)

Gancio di ritenzione per stabilizzare gli apparecchi mobili. (E' il più conosciuto ed usato).

Affollamento dentale

Malposizione degli elementi dentali determinata da carenza di spazio in arcata.

Agenesia

Mancanza congenita di uno o più elementi dentali.

Allineare

Livellare in senso orizzontale.

Ancoraggio

Sistema di stabilizzazione per poter determinare delle forze.

Andresen

Attivatore funzionale bimascellare ideato dal dr. V. Andresen

Angle

Classificazione delle malposizioni dentali di E.H. Angle.

Ansa

Piega modellata lungo un filo per modificarne la forma e direzione e rendere la struttura maggiormente elastica.

Anterotazione mandibolare

Movimento della mandibola in senso antiorario.

Aperto (morso)

Malposizione dentale causata dalla mancanza di contatto di alcuni elementi dentali in zona anteriore, posteriore o totale (beanza)

Apparecchi ortodontici

Dispositivi medici realizzati su misura individuale idonei alla correzione delle malposizioni dentali e/o basali.

Arco

Struttura in filo che ingaggia gli elementi dentali e/o gli attacchi

A.T.M.

Articolazione temporo - mandibolare

Attacchi

Componenti dell'apparecchio fisso uniti alle bande oppure da incollare direttamente sui denti.

Attivatore

Apparecchio ortodontico bimascellare funzionale

Attivazione

Particolare azione che determina la modifica del dispositivi ortodontico aumentandone le forze sviluppate.

Banda

Anello di metallo (corona senza la superficie occlusale) che viene adoperata per stabilizzare sui denti gli attacchi ortodontici e/o i tubi.

Barra palatale

Parte di un apparecchio ortodontico transpalatale di solito ancorato ai primi molari.

Biprotrusione dentale

Esoinclinazione del gruppo incisivo superiore ed inferiore.

Biretrusione dentale

Endoinclinazione del gruppo incisivo superiore ed inferiore.

Bite

Traduzione letterale "morso". Rialzo articolare.

Brachifacciale

Forma della faccia larga e squadrata (faccia corta).

Brackets

Attacco per le tecniche fisse.

Brasatura

Unione di due o più componenti metallici per mezzo di saldame (impropriamente saldatura)

Bruxismo

Eccentrico e/o centrico, serramento frequente che determina abrasione dello smalto dentale e possibili problematiche in sede A.T.M.

Cefalometria

sistema di misurazione del tracciato delle basi ossee e dentali del cranio, realizzato su una teleradiografia in proiezione laterale.

Centro di resistenza

Punto in cui applicando una forza singola si determina un movimento nella esatta direzione della forza applicata.

Classe di

Sistema di occlusione secondo una classificazione (es. Angle/Andrews)

Contenzione

Mantenimento dei risultati realizzati (apparecchio di contenzione).

Contrazione

Ridurre la dimensione esistente, il contrario di espansione.

Coppia di forze

sistema di due forze.

Corporeo movimento

Spostamento in toto di un elemento (ogni singolo punto si sposta nella stessa direzione e della stessa entità)

Cross bite

Inversione della occlusione dentale (morso incrociato).

Crozat

Apparecchio labiolinguale ad azione elastica ideato dal dr. G.B. Crozat.

Deep bite

Morso profondo.

Delaire

Medico Francese ideatore di una ferula ed una maschera che portano il suo nome per effettuare trazioni ortopediche postero-anteriori.

Deruotare

Rotazione che permette di recuperare la normale posizione dentale (rotazione destra e/o sinistra).

Diastema

Spazio incongruo esistente fra gli elementi dentali.

Distalizzare

Spostare in senso posteriore.

Dolicofacciale

Dimensione aumentata della faccia (faccia lunga).

Edgewise

Tecnica ortodontica fissa ideata dal dr. Angle.

Espansione

Aumento delle misure trasversali.

Estrusione

Movimento verticale di allungamento.

Extraorale

Al di fuori della bocca (es. arco extraorale).

Forza

Pressione applicata su di un corpo con finalità di deformazione e/o spostamento.

Regolatore di Funzione di Frankel

Apparecchio funzionale ideato dal prof. R. Frankel.

Free way space

Spazio libero fisiologico interocclusale..

Gipsoteca

Modelli gipsoteca, modelli squadrati ortodonticamente.

Goshgarian

Barra transpalatale ideata dal dr. Goshgarian.

Griglia linguale

Struttura che impedisce l'interposizione linguale o la sussione del dito.

Intermascellare

Fra le due arcate.

Intramascellare

Su una sola arcata.

Intraorale

All'interno della bocca.

Intrusione

Accorciare, inserire all'interno dell'osso alveolare.

Lee way space

Spazio derivante dalla differenza dimensionale dei II premolari, rispetto ai II molaretti decidui.

Lip bumper

Schermo labiale.

Livellare

Allineare in senso verticale.

Macrodonzia

Dimensione eccessiva degli elementi dentali.

Malocclusione

Imperfetto rapporto degli elementi dentali.

Mantenitore

Dispositivo realizzato su misura individuale con finalità di mantenere lo spazio esistente.

Maschera di Delaire

Strumento per esercitare trazioni ortopediche postero anteriori.

Mesializzare

Spostare in senso mesiale

Microdonzia

Dimensioni minori degli elementi dentali.

Molla

Elemento dell'apparecchio deputato a sviluppare una data forza.

Occlusore ortodontico

Modelli delle arcate dentali inseriti all'interno di apposite basette in plastica dotate di una cerniera posteriore.

Open bite

Morso aperto.

O.P.T.

Ortopantomografia, radiografia delle arcate dentarie.

Ortodontotecnico

Odontotecnico specializzato in ortodonzia.

Placca ortodontica

Apparecchio ortodontico mobile.

Protrusione

spostamento in avanti dei denti e/o delle basi ossee.

Puntatura

Sistema di saldatura senza apporto di saldame.

Quad-helix

Barra transpalatale a quattro anse ideata dal dr. S. Ricketts

Recidiva

Perdita del risultato realizzato.

Retrusione

Posizione arretrata dei denti e/o delle basi ossee.

Slot

Fessura interna agli attacchi per ortodonzia fissa ove scorre l'arco.

Splint

Doccia di rialzo adoperata nelle terapie in A.T.M. (sinonimo di bite)

Teleradiografia

Radiografia in posizione laterale per eseguire il tracciato cefalometrico.

Tempra

Trattamento termico dei metalli che ne migliora le caratteristiche meccaniche.

Torque

Spostamento vestibolo palatale.

Tubi molari

Particolari da puntare sulle bande molari in cui entra il filo in ortodonzia fissa.

Viti ortodontiche

Particolari meccanici che permettono di rendere attivi gli apparecchi mobili e funzionali.