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1. DEFINIZIONI Si definisce osteointegrazione il diretto contatto fra tessuto osseo vitale ed impianto endosseo sottoposto a carico senza interposizione di tessuto fibroso. I fattori che influenzano l'osteintegrazione sono: a) il materiale (biocompatibile e biotollerato): titanio commercialmente puro e/o idrossiapatite; b) la morfologia dell’impianto e la precisione dell’adattamento nell’osso; c) la temperatura: la temperatura dell’osso durante l’uso delle frese non deve superare i d) il carico: gli impianti non devono essere caricati prima dell’avvenuta integrazione ossea, tre-sei mesi dopo l’intervento La maggior parte degli impianti osteointegrati è sommersa cioè ricoperta dal lembo fibromucoso e perciò prevede due fasi chirurgiche Nella prima fase si installa l’impianto nell’osso. Nella seconda fase, che avviene tre-sei mesi dopo la prima, si connette il pilastro all’impianto 2. PRINCIPI GENERALI Nel caso di edentulia parziale, scopo dell’implantologia è quello di permettere una riabilitazione protesica fissa. Nell’edentulia totale, l’implantologia ha lo scopo di permettere una riabilitazione protesica fissa o di garantire stabilità ad una riabilitazione protesica rimovibile. Devono essere eseguiti tutti gli accertamenti necessari, inoltre deve essere raccolta un’accurata anamnesi medica ed odontoiatrica. 3. PRINCIPI FONDAMENTALI Deve essere eseguito un esame obiettivo accurato, considerando anche i livelli di igiene orale e di salute parodontale. Le malattie parodontali devono essere trattate prima dell’inserimento degli impianti. L’esame obiettivo e l’esame radiografico devono permettere una precisa valutazione delle dimensioni delle strutture ossee e della posizione delle strutture anatomiche rilevanti ai fini chirurgici. Si ritiene esigenza primaria che tutte le manovre chirurgiche avvengano in asepsi assoluta e che tutti gli strumenti e le frese utilizzati siano sterili. Gli impianti devono essere posizionati in modo da permettere il successivo restauro protesico. 4. PRESIDI DEL TRATTAMENTO IMPLANTOLOGICO • L’inserimento degli impianti deve essere giustificato dalle necessità funzionali del paziente. • Il paziente deve essere informato e conscio del vantaggi e anche de rischi di insuccesso di questo metodo. • L’intervento deve avvenire in un ambiente idoneo. La strumentazione chirurgica deve essere eseguita assolutamente senza surriscaldare l’osso. Gli impianti devono essere inseriti nel rispetto delle esigenze e delle limitazioni anatomiche, protesiche, estetiche e funzionali del paziente. 5. MODALITA’ OPERATIVE Analisi delle singole procedure La diagnosi Indispensabile • anamnesi • esame clinico • esami radiografici da valutare caso per caso (OPT, Rx endorale, TAC) • valutazione della posizione di inserimento in relazione alle necessità protesiche ed ai limiti anatomici Utile • modelli di studio • mascherine di posizionamento • esame TAC Inserimento degli impianti Indispensabile • disinfezione dell’ambiente di lavoro • impiego di teli, camici, guanti e tutto il materiale chirurgico sterile • impiego dei kit chirurgici idonei per l’impianto da inserire • manipolo a bassa velocità con elevato torque • irrigazione e raffreddamento con soluzione fisiologica prerefrigerata • incisione chirurgica e scollamento del tessuti molli nelle zone di inserimento degli impianti • motore per contrangolo (meglio se con pompa peristaltica per soluzione fisiologica) La gestione del paziente Indispensabile • informazione • consenso informato Il controllo nel tempo Indispensabile • esame clinico • radiografie periodiche: confronto con le precedenti Conclusioni L’impiego degli impianti osteointegrati deve accompagnarsi al rispetto assoluto delle procedure proprie dei diversi sistemi operativi. Tuttavia anche con questo metodo esiste una percentuale di insuccessi non collegabile ad errori tecnici. In questo ambito con i metodi corretti e con sistemi implantari scientificamente testati, la percentuale di insuccessi non deve eccedere il 20% dei casi a 10 anni. L’insuccesso implantare può comportare la rimozione di un impianto. La rimozione di un impianto deve essere possibile senza gravi mutilazioni della sede ossea. 6. INDICAZIONI E CONTROINDICAZIONI ALL’USO DEGLI IMPIANTI Indicazioni 1) pazienti edentuli 2) pazienti parzialmente edentuli con difficoltà all’uso di protesi rimovibile 3) pazienti con edentulismo intercalare in alternativa a costruzioni protesiche fisse a rischio o in presenza di elementi contigui perfettamente sani 4) pazienti che rifiutano di impiegare protesi di tipo rimovibile Controindicazioni Assolute: 1) pazienti irradiati 2) pazienti con problemi psichiatrici gravi 3) disordini ematologici Relative: 1) patologie dei tessuti molli e duri 2) pazienti che fanno abuso di droghe, alcol e tabacco 3) pazienti con patologie cliniche (diabete, ipertensione, ecc) 4) pazienti affetti da parodontiti 5) pazienti con scarsa igiene orale Le malattie parodontali devono essere trattate prima dell’inserimento degli impianti. 7. CRITERI DI SUCCESSO ED INSUCCESSO IN IMPLANTOLOGIA Successo 1) ogni impianto individualmente e senza collegamento deve essere immobile quando valutato clinicamente, 2) l’esame radiografico non deve dimostrare alcuna evidenza di radiotrasparenza perimplantare, 3) la perdita di osso verticalmente deve essere entro i 4) la funzione dell’impianto deve essere caratterizzata dall’assenza di segni o sintomi persistenti e/o irreversibili, quali dolore, presenza di infezioni, neuropatie, parestesie o una evidente invasione del canale mandibolare, 5) la percentuale di successi valutati con i sovraesposti criteri non deve essere inferiore all’85% a cinque anni e all’80 % a dieci anni. Insuccesso 1) mobilità dell’impianto 2) presenza di radiotrasparenza perimplantare 3) evidenza radiografica di perdita verticale di osso nell’area perimplantare che eccede 4) presenza di segni e sintomi persistenti e/o irreversibili quali dolore, infezioni, neu ropatie, parestesie, invasioni del canale mandibolare |