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Sincronia in Sido

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IL PERCORSO PER LA CERTIFICAZIONE DI QUALITA’ DEI MEDICI DENTISTI

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Già sede di prestigiose gare internazionali con professionisti di livello mondiale ed ex campioni di calcio come i milanisti Donadoni e Simone, il Golf club Cherasco ha ospitato i medici dentisti. Il “green” cheraschese è stato anche l’occasione per realizzare un percorso di certificazione “ISO 9001:2000” su qualità e benessere. “Gli studi certificati – hanno detto sui campi da golf i medici dentisti Pescarmona, Lanteri, Lerda, e D’Alessio insieme con i collaboratori – hanno sancito il coronamento di una lunga vocazione ai più elevati standard qualitativi, ispirata dall’idea che la prestazione medica no si limita all’esecuzione di un atto tecnico, ma deve aspirare al miglioramento del benessere di chi la riceve”.

Certificazione ISO 9001

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La Qualità prende piede nelle strutture odontoiatriche

Sei studi odontoiatrici hanno ottenuto la certificazione di Qualità in accordo alla norma UNI EN ISO 9001:2000 (Vision 2000) da Det Norske Veritas (DNV), ente leader in Italia nella Certificazione dei Sistemi di Gestione Qualità. DNV ha consegnato oggi i certificati in occasione di Expodental, la più importante mostra italiana dedicata ai prodotti e alle attrezzature per odontoiatria e odontotecnica, in corso presso la Fiera di Milano, padiglione 20.

 

I certificati sono stati rilasciati a tre studi di Milano (Dr. Claudio Bricca, Dr.ssa Marzia Gallavotti, Dr. Alberto Rocco) e ad altri tre professionisti di Ferrara (Dr. Andrea Corregioli), Casale Monferrato (Dr. Claudio Lanteri) e Pavia (Dr. Roberto Masnata).

 

A questo risultato ha contribuito anche la societˆ di consulenza Minerva Health Quality & Management Srl che nel 2002 ha avviato il progetto con l'obiettivo di accompagnare e portare alla certificazione un numero significativo di strutture e studi odontoiatrici. Un risultato particolarmente significativo se si considera che due anni fa il settore odontoiatrico era piuttosto nuovo alle problematiche della certificazione e non aveva ancora maturato la consapevolezza e l'attenzione adeguata nei confronti dell'argomento. Nel corso del 2003 sono stati coinvolti altri due gruppi di strutture odontoiatriche: entro la fine dell'anno verranno certificate complessivamente circa una ventina di strutture.

 

Oltre a favorire il miglioramento dei processi interni, la certificazione permette a questo tipo strutture sanitarie, che operano prevalentemente nel privato, di aderire a convenzioni con fondi integrativi di assistenza sanitaria e assicurazioni, offrendo la possibilitˆ di aprirsi a nuovi mercati. Il percorso di certificazione teso a costituire regole di gestione e controllo del processo di erogazione delle cure ha come fine ultimo la soddisfazione del cliente. Lo scopo fondamentale di un manuale di qualità in questo ambito è quello di ottenere una ottimizzazione delle prestazioni sanitarie migliorando la pratica clinica e informando i pazienti sulle diverse opzioni di trattamento possibili. Un'applicazione rigorosa dei protocolli clinici (di terapia e assistenza post intervento) e dei protocolli di sterilizzazione si traduce in una maggiore garanzia per i clienti.

 

DNV, leader in Italia nella Certificazione dei Sistemi di Gestione Qualità con oltre 12.000 aziende certificate, tra le quali circa 280 appartenenti al mondo della sanitˆ, si avvale di know how e competenze specifiche nel settore, al quale si aggiunge un vasto bagaglio di conoscenze e casistiche

internazionali che derivano da una struttura presente in oltre 100 paesi. DNV Italia ha una vasta esperienza nella certificazione di strutture sanitarie di ogni genere, sia private che pubbliche: cliniche (strutture diagnostiche e reparti clinici, di degenza e chirurgici), laboratori di analisi, centri diagnostici, studi dentistici, centri di ossigenoterapia, servizi termali, residenze socio-assistenziali (assistenza agli anziani, portatori di handicap, tossicodipendenti), reparti e servizi ospedalieri, ASL e servizi direzionali, servizi sanitari che operano sul territorio, strutture assistenziali e centri trasfusionali.

 

Due anni fa il riscontro delle strutture odontoiatriche era molto limitato. Oggi, grazie a una maggiore diffusione delle informazioni sul tema e grazie ai ripetuti richiami da parte delle istituzioni (Ministero della Sanitˆ e Regioni) a dotarsi di un modello organizzativo tecnico e gestionale più efficiente, l'odontoiatria è sempre più attenta al processo di certificazione di studi, ambulatori e strutture complesseÓ ha dichiarato Eugenio Canazza di Minerva.

 

I vantaggi ottenibili con un Sistema di Gestione per la Qualità Certificato sono: trasparenza e precisione nella gestione del rapporto con il cliente/utente, maggiore efficienza gestionale, efficacia nella gestione delle risorse professionali, controllo sistematico delle attrezzature e della strumentazione con un globale miglioramento della reputazione della struttura odontoiatrica ha dichiarato Nicola Privato di DNV Italia.

 




Per informazioni:
Federica Beretta
M&CM S.r.l.
E-mail: f.beretta@mecm.it




by Federica Beretta

Tratto da “Prospettiva Odontoiatrica” n° 2 settembre 2003

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Tratto da “Prospettiva Odontoiatrica” n° 2 settembre 2003

Catanzaro
Terzo incontro di aggiornamento per gli odontoiatri calabresi, organizzato dall’AIO presieduta da Gregorio Meddis il quale, nel salutare i presenti e nel ringraziarli per la numerosa partecipazione, ha anticipato alcune delle iniziative culturali e sociali che il direttivo di questa sezione interprovinciale (composta anche da Giuseppe Arena, Augusto Matano, Battista Cimino e Francesco Innocente) ha organizzato in favore dei colleghi.
In questa occasione, si è parlato di Ortodontia. Il relatore, Claudio Lanteri, uno dei più noti professionisti italiani in campo ortognatodontico, professore a contratto dell’Università di Parma e che vanta un’esperienza clinica di oltre vent’anni nonché la relazione di alcuni testi e di numerose pubblicazioni scientifiche, ha illustrato ai professionisti presenti in sala le importanti possibilità terapeutiche che la moderna ortodonnzia consente.

Il "RETAINER" - Indicazioni e tecniche di applicazione

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retainer
(da Il Medico d'Italia")

Un volume di aggiornamento professionale scritto da Claudio Lanteri e Livio Giraudi per la collana "Amici di Brugg"
Il "Retainer" – indicazioni e tecniche di applicazione

Di Giuliano Albini Riccioli


La collana editoriale curata dagli “Amici di Brugg” si arricchisce di un altro quaderno ove la tecnica del “Retainer” è sviscerata in ogni più recondito risvolto.
Si tratta di un mezzo che se valutato in base alla determinante equazione costi-benefici – parametro che dovrebbe essere sempre preso come riferimento nell’approccio di qualsiasi nuovo o meno nuovo sistema terapeutico non può che essere consigliato e suggerito di venire utilizzato di routine nell’espletamento dell’attività odontoiatrica. L’applicazione è relativamente semplice, per nulla invasiva, prescinde dall’ausilio del laboratorio ed è di conseguenza di costi contenuti. I benefici sono notevoli: i denti mantengono la loro posizione come nel caso che venga applicato al termine del trattamento ortodontico quale contenzione o acquistano una stabilità come allorché sia usato o in pazienti parodontopatici o traumatizzati con denti mobili o reimpiantati.
Giancarlo Pescarmona nella presentazione coglie il lato debole dell’attività professionale che non sempre può offrire una sicurezza all’operatore circa il mantenimento del risultato raggiunto soprattutto a lungo termine. Nell’introduzione sono posti in evidenza gli aspetti negativi dei retainer performati e dei metodi usati in passato come ad esempio l’impiego di perni filettati interdentali e quelli positivi dei retainer proposti dagli Autori che utilizzano un filo dotato di una certa flessibilità che non vincola pertanto le molteplici funzioni dell’apparato stomatologico.
Nel capitolo dedicato alle indicazioni vengono passati in rassegna i vari usi: nei casi post trattamento ortognatodontico, in quelli parodontalmente compromessi, in quelli con denti mobili o reimpiantati in seguito ad un trauma ed in quelli ove è elettivo applicare un mantenitore di spazio estemporaneo etc.
Passando alla tecnica di applicazione ci si sofferma sull’ispezione, sull’impronta, sul modello di lavoro (rendere parallelo il piano di appoggio sul banco con la faccia linguale dei denti interessati), sulla modellazione del filo ortodontico multintrecciato di diametro 0,9, sulla detersione dello smalto, sull’isolamento del campo, sulla mordenzatura dello smalto che va estesa sino al bordo incisale, sul posizionamento del retainer mediante l’impiego di filo interdentale nylon nei denti stabili con punti di contatto stretti e di filo metallico nei denti mobili con punti di contatto deboli, sulla contenzione e relativi passaggi, sulla prima rifinitura del composito, sulla rimozione della diga, sulla seconda rifinitura del composito, sulle istruzioni da dare al paziente, sui controlli periodici (ogni sei mesi), sugli eventuali distacchi e rotture, sulle applicazioni particolari oltre alla stabilizzazione post-ortodontica (parodontopatie, denti traumatizzati o reimpiantati, provvisorio immediato, come ancoraggio durante il trattamento ortodontico, quale mantenitore di spazio e nei casi di combinazione dei punti precedenti) e sulla rimozione. Dopo le conclusioni la pubblicazione termina con una tabella sinottica che riassume i vantaggi e gli svantaggi del retainer suggerito.
Una nota di encomio agli Amici di Brugg per questo esemplare della collana ed agli Autori Lanteri e Giraudi che hanno messo a fuoco questa tecnica in costante diffusione nella pratica odontoiatrica quotidiana.

Counicato per la Scomparsa del Dr. Chiesa Carlo

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Copy of Un nuovo libro, o meglio, un libro nuovo: "Ortodonzia Intercettiva"

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Curato graficamente con la consueta accuratezza dalle Edizioni Martina di Bologna e presentato alla professione al congresso S.I.D.O. di Roma, questo libro costituisce, a mio parere, un manuale di istruzioni utilissimo tanti all’ortodontista esperto quanto a coloro che alternano l’ortodonzia con il resto della professione odontoiatrica.
Ogni argomento, anche quello apparentemente teorico, è in effetti trattato tenendo sempre presente la sua rilevanza nella pratica professionale, evitando compiacimenti didattici e sfoggi culturali privi di implicazioni cliniche. Ciò vale anche e soprattutto per il capitolo iniziale relativo alla crescita cranio-facciale, di per sé ostico e difficile, la cui lettura diventa invece piacevole ed utilissima per capire se le modifiche che avverranno ti saranno amiche o nemiche nella lotta che devi compiere per correggere la malocclusione.
Complimenti quindi alle due generazioni odontoiatriche Caprioglio e Levrini e a Claudio Lanteri per aver realizzato in modo egregio ciò che effettivamente mancava nel panorama bibliografico italiano e forse anche mondiale.
L’ortodonzia intercettiva indica il momento più adatto per intervenire al fine di eliminare le abitudini viziate, proteggere il leeway, proporzionare le arcate e realizzare una crescita armonica di tutte le strutture che compongono la faccia.
Con interventi semplici e di modesta difficoltà si possono spesso evitare cure che, iniziate tardivamente, diventano difficili, complicate e…costose.
Il libro si rivolge quindi non soltanto agli ortodontisti ma anche a tutti i dentisti generici che curano ragazzi in crescita. Il testo è così chiaro, l’iconografia è tanto nitida e dettagliata che non si fa davvero fatica a capire ciò che è stato fatto nella conduzione del trattamento dei casi presentati.
I capitoli seguono la più logica delle successioni: dopo la crescita si parla di pedodonzia, di abitudini viziate e respirazione orale, d’intercettiva delle malocclusioni di prima, di seconda e di terza Classe, dei problemi articolari e parodontali in età pediatrica.
L’opera si è avvalsa del valido contributo di altri eccellenti professionisti che non figurano in copertina ma soltanto nell’indice ed all’inizio dei vari capitoli. La prefazione è della prof.ssa Isabella Tollaro e la presentazione, con manifesti segni di compiacimento per la concordanza di idee e di comportamenti nella pratica clinica, è di Jean Pierre Joho.
L’editore Martina è stato come sempre impeccabile. La SIRIO ha contribuito per la parte di sua competenza con i tracciati cefalometrici.

Ma la Gioconda di Leonardo da Vinci andava dal Dentista?

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Dental Jurnal Dicembre 2010

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Ordotonzia Clinica Dicembre 2010

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